Ciao amici; oggi vi riporto un articolo tratto dal quotidiano “Bresciaoggi” che parla di quel pazzo sfasciato di mio zio fratacchione… L’appello e’ rivolto a tutti i bresciani; so che tra i lettori del blog ve ne sono numerosi… divulgate la richiesta di aiuto. Io ci sono stato all’asilo e devo dire che sono rimasto colpito dall’accoglienza di queste persone e dalla disponibilita’ che mi hanno dimostrato. Grazie e buona giornata.

Frate Alberto ha 41 anni ed è l’anima principale dell’asilo Riccardo Pampuri di via Corsica: «Io in loro mi sforzo di vedere Cristo – afferma -: mi rendo conto che può sembrare un luogo comune ma per me non è così. Peraltro per noi Fatebenefratelli, oltre ai tre voti classici (castità , obbedienza e povertà ) c’è anche quello dell’ospitalità e quindi il voler mettere al centro il povero e il bisognoso».
I «loro» di cui parla frate Alberto sono senza casa, ex tossicodipendenti, alcoolisti, uomini che prima hanno perso il lavoro e poi una rete di sostegno familiare. É l’umanita varia che cresce a livello sociale e che ogni tanto si interseca con la storia dell’asilo notturno che attualmente ha 36 posti a disposizione ma se ne avesse cento probabilmente riuscirebbe a riempirli tutti. La povertà economica è spesso accompagnata da mancanza di rapporti umani significativi, isolamento, perdita di identità . L’asilo si occupa innanzitutto di dare risposte ai bisogni materiali: un posto letto, il pasto serale, l’opportunità di farsi una doccia. Ma non c’è solo questo. Frate Alberto è anche psicologo e sottolinea l’importanza che queste persone inizino un percorso di tipo terapeutico per riacquistare fiducia in sè stessi. Vale per l’immigrato che «pensava di trovare l’America» come per l’italiano che ha perso il lavoro a 50 anni e non sa più dove sbattere la testa. L’asilo è anche un luogo in cui stare insieme ad altre persone. Ci sono delle regole base (orari e turni di pulizia) ma grande valore viene dato al sistema di relazioni che si riesce a costruire all’interno della comunità .
Due anni fa è stata ristrutturata la parte giorno dei locali, da alcune settimane sono iniziati i lavori per la parte notte per fare in modo che ogni camera da letto non ospiti più di 4 persone. Oltre a questo è stato già messo a norma l’impianto elettrico, costruita la scala d’emergenza, acquistati gli armadi ignifughi. Tutti questi lavori sono a carico della nascente associazione «Asilo notturno San Riccardo Pampuri» e sono urgenti e indispensabili per ottemperare alle normative di legge. Una spesa ingente, intorno ai 100.000 euro, 10.000 dei quali donati dall’associazione «Cuore amico», e 15.000 raccolti a Milano tra amici di frate Alberto. All’appello ne mancano 75.000, soldi che si spera possano arrivare dalla generosità dei bresciani.
L’asilo «Pampuri» è uno dei dormitori cittadini, in vita oramai da 25 anni quando un gruppo di novizi e postulanti dei Fatebenefratelli ebbe l’idea di creare uno spazio per «accogliere gli amici della stazione». Negli anni la tipologia di frequentatori è mutata parecchio. Prima solo italiani, poi gli immigrati, extracomunitari ma anche «comunitari» come rumeni, bulgari e polacchi. All’asilo, magari solo per il pasto serale, arrivano anche i nuovi poveri: «C’è una coppia di italiani di 60 anni che ha la casa ma è in difficoltà – spiega frate Alberto -: i soldi non bastano per le utenze e per le spese necessarie e per cui vengono qui a mangiare la sera». A tavola ci sono sempre una decina di posti in più rispetto agli ospiti consueti. Qualcuno che si aggiunge all’ultimo momento c’è sempre o magari un «ex» che ha avviato un percorso di reinserimento sociale e torna a trovare frate Alberto e i vecchi amici.
É una comunità viva e solidale. Giorgio (vedi altro articolo), 53 anni, è uno degli ospiti fissi e invita i bresciani a visitare l’asilo: «Venite a trovarci, venite e scoprire chi siamo – afferma -. Frate Alberto forse ha vinto al lotto ma sta facendo un sacco di lavori in questa struttura per farci stare meglio». Frate Alberto al lotto non ha vinto e per questo lancia l’appello di raccolta fondi. Il 22 luglio ci sarà anche una festa all’asilo Pampuri, durante la quale ci sarà l’estrazione dei biglietti della lotteria di beneficenza che stanno promuovendo. Potrebbe essere una buona occasione per andarli a trovare. «Offriamo anche l’aperitivo, analcolico», ricorda Giorgio, ex alcoolista.

2 commenti:

  1. Alessandro

    ….che dirti Simone….
    le persone come tuo Zio mi fanno incazzare fuori misura, forse perchè sono realizzate, forse perchè loro, loroo, oltre alle chiacchere ci mettono i fatti e quindi si completano.
    Quello che fa tuo zio è il bello, è il lato bello che ognuno di noi ha ma che ognuno di noi preferisce tener sopito, nascosto, perchè fondamentalmente costa: è l’umanità .

    un sincero in bocca al lupo a tuo zio che è persona da ammirare.

    ciao dal tuo cugino più grosso.

    p.s. sei stato grande, non pensavo debuttassi con un tempo così.

  2. lo zio frate

    Caro Simo,
    grazie anche nome dei miei amici dell’Asilo Notturno, per aver pubblicato l’articolo che parla di noi.
    Rinnovo l’invito a tutti i lettori e in particolare a te, a venirci a trovare. Noi siamo sempre qui.

    Ancora grazie!

    lo zio frate